Storia

L’area risulta frequentata dall’uomo senza soluzione di continuità sin dall’epoca preistorica come confermato dal ritrovamento di un pugnale litico (selce chiara) conservato nel Museo Preistorico di Roma “Luigi Pigorini”. Nell’area del bacino del T.te san Leo scavi effettuati  hanno riportato in luce resti di e reperti litici risalenti ai periodi Eneolitico (età del Rame fine del terzo millennio) e del Bronzo medio (1500-1350 a.C.) e del Bronzo inferiore (1350-1150 a.C.) oltre a resti di materiale di epoca Romana.




 

L’area presenta altri ritrovamenti di epoche storiche successive e precisamente: frammento di Putto datato I-III sec. d.C. (conservato dalla Soprintendenza di Chieti); frammenti di ceramica aretina datate I-III sec. d.C.; tegole altomedioevali datate VI-VIII d.C.; piastrelle di ceramica smaltata risalienti al XVI sec di probabile attribuzione ad un edificio di culto di posizione non definita.

Nell’area sono presenti indizi di tracciati tratturali che dalle fonti storiche avevano ricominciato ad essere regolamentati dopo l’epoca Romana dai Normanni.  Si indica la presenza di un piccolo braccio tratturale che attraversava il Fiume Sangro all’altezza di Loc.tà Sant’Antonio dove le greggi transitavano da e per il mare adriatico.  In questa Loc.tà che prende il nome da una chiesa intitolata a Sant’Antonio già dal 1339 si ha notizia dell’esistenza di un ponte che attraversava il corso del Fiume Sangro. Da quell’attraversamento si dipartivano secondo le notizie storiche e le evidenze di campagna quattro ancor più piccoli bracci tratturali che molto probabilmente ricalcavano le vie già percorse dall’uomo Eneolitico (e chissà se precedenti).

I tratti che riguardano l’evoluzione dell’area d’interesse dovrebbero essere stati almeno tre. I più importanti sono i seguenti: 1) Sant’Antonio-Tutoglio-San Lorenzo di Pennadomo-Juvanum; 2) Sant’Antonio-Colle Zingaro -Torricella Peligna; 3) Sant’Antonio Colle Santo -Torricella Peligna.

Le tracce dei tratto n.1 sono evidenti in Loc.tà Il Colle in prossimità dell’attuale innesto della strada provinciale SP135 con la strada comunale Via del Lago-Tutoglio. I percorsi 2 e 3 risalivano il versante orientale della dorsale Colle Santo-M.te Moresco. Nell’area del probabile passaggio del ramo n.1 sono presenti resti di stazzi in pietra e di resti di antichi “trulli” la cui forma varia da base circolare a base quadrangolare.

Le altre attività antropiche che erano molto presenti nel territorio e soprattutto lungo i corsi del T.te San Leo e del Fiume Sangro sono rappresentate dai mulini. Essi erano sia di proprietà Baronale che di proprietà pubblica. Tra gi anni 1811 e 1812 furono costruiti due nuovi mulini sul corso del T.te San Leo probabilmente uno in prossimità della confluenza del T.te San Leo con il V.ne Caroccia e l’altro più a valle del primo.

 




 


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